Il 3 agosto 1492, Cristoforo Colombo, un navigatore genovese, partì da Palos de la Frontera, Spagna, su incarico dei Re Cattolici di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona. Questo viaggio non solo avrebbe riscritto la geografia mondiale, ma avrebbe anche inaugurato un'era di esplorazione e colonizzazione su scala globale. Ma perché fu Colombo a intraprendere questa impresa e non un altro? E quali strumenti utilizzò per navigare in acque completamente sconosciute? Esploriamo questi aspetti, oltre agli eventi che seguirono il suo arrivo nel Nuovo Mondo.
Perché Colombo?
Colombo riuscì a distinguersi grazie alla sua perseveranza nel cercare finanziamenti e supporto per il suo piano audace. Dopo essere stato rifiutato dal Portogallo, Colombo propose alla Spagna di trovare una nuova rotta verso le Indie navigando verso ovest, una teoria che si basava sulla sottovalutazione della dimensione del globo terrestre. La sua capacità di convincere i sovrani spagnoli si basava su questa promessa di un nuovo accesso alle ricchezze delle Indie, cruciale per competere con il Portogallo, che aveva già scoperto una rotta verso l'est tramite il Capo di Buona Speranza.
La Partenza e l'Obiettivo
Il suo obiettivo era di aprire una nuova rotta commerciale verso l'Asia, arricchendo così la Spagna. Partì con tre navi — la Niña, la Pinta e la Santa María — e una ciurma di circa 90 uomini. Il viaggio era finanziato dai Re Cattolici, che fornirono anche una lettera per essere presentata all'Imperatore del Catai (Cina).
Strumenti e Mappe di Navigazione
Colombo si affidò a strumenti di navigazione come la bussola, l'astrolabio e il quadrante per determinare la posizione in mare aperto e mantenere la rotta. Le mappe che usò combinavano conoscenze di fonti classiche e medievali, con una forte influenza dalle stime di Paolo dal Pozzo Toscanelli, che aveva teorizzato una rotta verso ovest verso l'Asia. Tuttavia, queste mappe erano imprecise riguardo alle dimensioni reali dell'Oceano Atlantico e dell'Asia.
L'Arrivo e le Scoperte
Dopo più di due mesi in mare, il 12 ottobre 1492, Colombo e la sua ciurma avvistarono terra, che lui chiamò San Salvador, nelle attuali Bahamas. Credendo di essere nelle Indie orientali, Colombo esplorò diverse isole dei Caraibi, incontrando le popolazioni indigene, che inizialmente scambiò per indiani. Tornò in Spagna nel marzo 1493, portando con sé notizie della scoperta e alcuni beni indigeni, oltre a pochi nativi.
Amerigo Vespucci e il Nuovo Mondo
Mentre Colombo non realizzò mai di aver scoperto un nuovo continente, Amerigo Vespucci, partecipando a spedizioni successive, concluse che le terre esplorate erano parte di un "nuovo mondo", e non dell'Asia come si pensava in precedenza. Fu proprio su suggerimento di Vespucci che il continente fu poi chiamato America.
Riflessioni Finali: Sarebbe Possibile Oggi un'Impresa Simile?
Oggi, con il progresso della scienza e della tecnologia, le rotte marittime sono ben mappate e la navigazione è assistita da tecnologie avanzate come il GPS. Gli aerei hanno inoltre reso le traversate oceaniche questione di ore piuttosto che di mesi. Un'impresa come quella di Colombo, quindi, non solo sarebbe meno ardua ma anche meno sorprendente, dato il nostro attuale livello di conoscenza geografica e tecnologica. Tuttavia, l'esplorazione spaziale potrebbe essere considerata la frontiera moderna paragonabile alle incognite che gli esploratori come Colombo affrontarono nel loro tempo