La decisione delle Nazioni Unite di promuovere proiezioni più rispettose delle reali dimensioni dei territori ha riacceso un dibattito che, per chi lavora con i GIS, è tutt'altro che secondario. Ma la vera domanda non è quale proiezione sia "giusta": è quale proiezione serve a ciò che vogliamo rappresentare.
La recente decisione delle Nazioni Unite di promuovere l'utilizzo di rappresentazioni cartografiche più rispettose delle reali dimensioni dei territori ha riportato al centro dell'attenzione un argomento che per chi lavora con GIS e cartografia è fondamentale: la scelta della proiezione.
Il dibattito nasce intorno all'iniziativa "Correct the Map" e alla volontà di favorire, soprattutto nelle rappresentazioni globali, proiezioni capaci di conservare correttamente i rapporti tra le superfici dei continenti. Tra queste, Equal Earth rappresenta probabilmente l'esempio più interessante e discusso.
È importante chiarire subito un aspetto, per evitare la lettura più diffusa e più imprecisa: questa scelta non significa che la proiezione di Mercatore diventi improvvisamente sbagliata o inutilizzabile.
🧭 Mercatore: uno strumento nato per uno scopo preciso
La proiezione di Mercatore nasce nel 1569 con una finalità ben definita. È una proiezione conforme: progettata per conservare localmente gli angoli e rendere particolarmente efficace la rappresentazione delle direzioni. Su una carta di Mercatore una rotta a compasso costante — la cosiddetta lossodromia — è una linea retta.
Questa caratteristica ha avuto un'importanza enorme nella navigazione e continua ad avere applicazioni concrete in tutti i contesti nei quali la conformità rappresenta un requisito fondamentale. Non è un residuo storico: è uno strumento tecnicamente valido, all'interno del suo dominio d'uso.
Il problema, quindi, non è Mercatore. Il problema nasce quando una proiezione progettata per uno scopo specifico viene utilizzata come rappresentazione generale e "predefinita" del pianeta.
📉 Il prezzo nascosto: la distorsione delle superfici
Nella proiezione di Mercatore le superfici vengono progressivamente amplificate man mano che ci si avvicina ai poli. Il risultato è una rappresentazione del mondo nella quale Groenlandia, Canada, Russia e Nord Europa assumono dimensioni visive molto superiori rispetto alla loro reale estensione.
Al contrario, Africa, Sud America e numerose regioni prossime all'Equatore risultano, per confronto, visivamente ridimensionate. L'esempio classico è la Groenlandia, che su Mercatore appare grande quanto l'Africa; nella realtà l'Africa ha una superficie circa quattordici volte maggiore.
Non cambia la loro superficie reale. Cambia la nostra percezione della loro superficie. Ed è proprio questo il punto centrale della questione.
🌍 Perché ogni mappa deforma qualcosa
Per capire il senso di questa scelta occorre partire da un principio spesso dato per scontato: una carta geografica non è semplicemente una fotografia del territorio. È il risultato di una trasformazione matematica.
La Terra è tridimensionale, mentre una carta è bidimensionale. Trasferire la superficie terrestre su un piano significa inevitabilmente deformare qualcosa. Possiamo scegliere quale proprietà privilegiare, ma non possiamo conservarle tutte contemporaneamente:
- possiamo privilegiare gli angoli (proiezioni conformi);
- possiamo privilegiare le superfici (proiezioni equivalenti);
- possiamo privilegiare le distanze lungo certe direttrici (proiezioni equidistanti);
- possiamo cercare un compromesso bilanciato tra più proprietà.
Ma non possiamo conservare perfettamente tutte queste proprietà nello stesso momento. È un vincolo geometrico, non un limite tecnologico: nessun software, per quanto avanzato, potrà mai aggirarlo. Ogni proiezione è, in sostanza, una decisione su cosa conservare e cosa sacrificare.
🟢 Equal Earth: la scelta dell'equivalenza
Equal Earth, presentata nel 2018, compie una scelta precisa: privilegia le superfici. È una proiezione equivalente, il che significa che mantiene corretti i rapporti tra le aree geografiche.
Se un territorio possiede realmente una superficie dieci volte maggiore rispetto a un altro, la rappresentazione cartografica conserva esattamente quel rapporto. Osservando una mappa mondiale in Equal Earth, la differenza rispetto a Mercatore diventa immediatamente evidente:
- l'Africa assume un peso geografico molto più vicino alla propria reale dimensione;
- il Sud America appare nella sua corretta proporzione rispetto al Nord America;
- le grandi regioni settentrionali smettono di essere artificialmente amplificate;
- la Groenlandia ritorna ad avere dimensioni coerenti rispetto ai continenti.
A questo Equal Earth aggiunge una qualità non trascurabile: pur essendo equivalente, riesce a mantenere forme complessivamente gradevoli e riconoscibili, evitando le distorsioni più aggressive tipiche di altre proiezioni a pari area. È, in questo senso, un compromesso ben calibrato tra rigore statistico e leggibilità visiva.
📊 Quando Equal Earth fa davvero la differenza
Equal Earth diventa particolarmente interessante quando la mappa non serve soltanto a localizzare qualcosa, ma deve permettere di confrontare fenomeni distribuiti sulla superficie terrestre.
Pensiamo a una carta mondiale della popolazione, della desertificazione, degli incendi, della deforestazione, delle emissioni, dell'agricoltura, della biodiversità, delle risorse idriche o dell'uso del suolo. In tutti questi casi la superficie non è un dettaglio estetico: è parte integrante del messaggio. Una densità, una percentuale di copertura, un valore per chilometro quadrato perdono di significato se le aree su cui li leggiamo sono deformate.
In sintesi: se la superficie rappresentata costituisce una parte importante dell'informazione che vogliamo comunicare, utilizzare una proiezione equivalente diventa una scelta metodologica, non semplicemente estetica.
⚖️ Anche Equal Earth ha i suoi limiti
Naturalmente, anche Equal Earth introduce delle deformazioni. Non conserva gli angoli come Mercatore. Le forme dei territori subiscono inevitabilmente delle modificazioni, e direzioni e distanze non possono essere interpretate come su una proiezione progettata specificamente per conservarle.
Per questo Equal Earth non può essere considerata la nuova proiezione universale da utilizzare per qualsiasi lavoro GIS. Sarebbe un errore sostituire un automatismo con un altro: passare da "tutto in Mercatore" a "tutto in Equal Earth" significherebbe non aver compreso la lezione.
La lezione più interessante della scelta delle Nazioni Unite non è quindi "Mercatore no, Equal Earth sì". La vera lezione è che dobbiamo scegliere una proiezione in funzione di ciò che vogliamo rappresentare.
🎯 Ogni scopo ha la sua proiezione
| Obiettivo | Cosa serve conservare | Tipo di proiezione |
|---|---|---|
| Confronto di superfici a scala mondiale | Rapporti tra le aree | Equivalente (es. Equal Earth) |
| Navigazione, rotte, direzioni | Angoli | Conforme (es. Mercatore) |
| Catasto, topografia, progettazione | Misure locali accurate | Sistema locale (es. UTM / nazionale) |
| Analisi di distanze da un punto | Distanze reali | Equidistante azimutale |
Per una carta mondiale destinata a confrontare le superfici dei continenti, Equal Earth presenta vantaggi evidenti. Per la navigazione, o per applicazioni nelle quali è fondamentale conservare gli angoli, una proiezione conforme continua ad avere pieno senso. Per un progetto locale, comunale o regionale — catasto, progettazione, topografia, analisi delle distanze, misurazioni territoriali — possono essere molto più appropriati sistemi di riferimento specificamente adeguati all'area e al tipo di analisi.
🖥️ Provarlo in prima persona con QGIS
Ed è qui che entra in gioco QGIS. Chi utilizza QGIS può sperimentare direttamente questa differenza, senza alcun software aggiuntivo. Equal Earth è disponibile attraverso il sistema di riferimento EPSG:8857 — WGS 84 / Equal Earth Greenwich.
Prova pratica
Prendi un normale dataset mondiale (ad esempio i confini di Natural Earth), apri Proprietà progetto → CRS e imposta EPSG:8857. Gli stessi identici dati assumeranno immediatamente una rappresentazione completamente differente.
È un esperimento estremamente semplice, ma molto istruttivo. I dati non cambiano. Le geometrie geografiche di partenza non cambiano. Cambiano le regole con cui decidiamo di trasferire quelle geometrie sul piano. E cambia, di conseguenza, il modo in cui percepiamo il mondo.
🗺️ Un limite operativo da non sottovalutare: il Web Mercator
C'è però un aspetto pratico da considerare con attenzione. Gran parte della cartografia web utilizza oggi Web Mercator (EPSG:3857). Basemap, servizi XYZ, tile server e numerose piattaforme cartografiche sono costruiti intorno a questo sistema.
Equal Earth non sostituirà automaticamente questa infrastruttura, e non sarebbe realistico aspettarselo. In un progetto QGIS o WebGIS bisognerà quindi valutare con attenzione:
- la compatibilità dei servizi cartografici esterni utilizzati;
- la riproiezione dei dati raster e la gestione delle tile;
- la resa di simbologia ed etichette nel nuovo sistema;
- la coerenza con eventuali fonti cartografiche di terze parti.
In molti casi la scelta più sensata resterà ibrida: Equal Earth per le rappresentazioni tematiche globali di sintesi, sistemi consolidati per le mappe interattive di navigazione. Consapevolezza, non ideologia.
💡 La vera novità è culturale
Va detto con chiarezza: la vera novità non è tecnica. Equal Earth esiste già da diversi anni e gli strumenti GIS sono da tempo in grado di utilizzarla. La vera novità è culturale.
Una delle istituzioni internazionali più importanti ha riportato l'attenzione collettiva su un fatto che gli addetti ai lavori conoscono bene: una mappa può influenzare profondamente il modo in cui comprendiamo il territorio, le proporzioni tra i popoli, il peso relativo delle regioni del mondo.
Chi lavora con i GIS lo sa: una proiezione non è semplicemente una voce da selezionare nelle proprietà di un progetto. È parte del messaggio che la carta trasmette. Quando costruiamo una mappa decidiamo quali relazioni spaziali privilegiare, quali deformazioni accettare e quali informazioni rendere immediatamente percepibili. Per questo la scelta del sistema di riferimento dovrebbe essere considerata parte integrante dell'analisi geografica, non un passaggio tecnico da sbrigare per inerzia.
Mercatore ed Equal Earth non sono due proiezioni da mettere semplicemente una contro l'altra. Sono due strumenti progettati per rispondere a esigenze differenti. La qualità del lavoro GIS dipende anche dalla capacità di sapere quando utilizzare l'uno e quando utilizzare l'altro.
Ed è forse questo il messaggio più importante che possiamo portare dentro QGIS e dentro ogni progetto cartografico: non esiste una mappa neutrale. Esiste una scelta cartografica consapevole.
Stessi dati, nuove prospettive
SPATIQON, la piattaforma GIS territoriale di SinoCloud, supporta già EPSG:8857 (Equal Earth) accanto ai sistemi di riferimento tradizionali — perché la scelta della proiezione deve restare tua, in base a ciò che vuoi comunicare.